Il braccio virtuale di REINVENTVR General 

La realtà virtuale in aiuto a chi ha avuto un ictus?

Studi in corso

Può la realtà virtuale (VR) essere d’aiuto per coloro che sono sopravvissuti a un ictus? Può questa tecnologia aiutare loro a recuperare le funzioni motorie?

Sook-Lei Liew, professoressa assistente presso l’University of Southern California, vuole trovare le risposte a queste domande. L’idea è quella di usare un avatar virtuale che possa supportare la plasticità del cervello e la sua capacità di recupero.

Liew, che è anche direttrice del Neural Plasticity and Neurorehabilitation Laboratory, ha dichiarato a CNET: “È come ingannare il cervello attraverso un input visivo. Ci sono molte prove emergenti della neuroscienza e della psicologia che mostrano che ci si può veramente identificare [con l’avatar], e ciò cambia il tuo comportamento in base all’avatar che ti viene dato nella VR.

Da due anni Liew sta lavorando a un progetto chiamato REINVENT (Rehabilitation Environment using the Integration of Neuromuscular-based Virtual Enhancements for Neural Training). Il suo team ha sviluppato un prototipo insieme ai ricercatori dell’USC Institute for Creative Technologies.

Il prototipo funziona attraverso un’interfaccia cervello-computer che rileva le onde cerebrali e le usa per controllare altri dispositivi, come un computer, un robot o un avatar nel caso specifico di REINVENT.

Dopodiché i ricercatori leggono le analisi dell’attività cerebrale dalla superficie del cuoio capelluto utilizzando l’elettroencefalografia. Il team adotta anche l’elettromiografia per studiare l’attività elettrica dei muscoli. Questa tecnologia può far capire ai ricercatori se i pazienti stanno facendo dei piccoli movimenti o almeno se ci stanno provando.

I segnali vengono inseriti in un programma su un computer portatile. Quando vengono rilevati segnali specifici nel cervello o nell’attività muscolare che corrispondono a un tentativo di muoversi, un braccio virtuale comincia a muoversi. Le risposte visive fornite attraverso un visore VR potrebbero contribuire a rafforzare i percorsi neurali dalla corteccia motoria danneggiata al braccio indebolito.

Questo processo, in teoria, si potrebbe estendere anche agli arti inferiori. Ma per chi ha problemi motori agli arti inferiori potrebbe essere pericoloso provare a muoversi con la VR. Per questo Liew ha detto che gli studi da seduti sono molto più sicuri per ora.

Il gruppo di ricerca ha recentemente terminato il primo test del prototipo con un Oculus DK2. In questo primo test, 22 adulti sani hanno permesso di capire come appaiono i segnali del cervello e dei muscoli quando si muovono. Ora stanno avviando il secondo test con pazienti che hanno avuto un ictus. L’obiettivo è lavorare con 10 pazienti nel breve termine e con centinaia a lungo termine, in ambito clinico e domestico.

I ricercatori hanno anche scoperto che dare alle persone il neurofeedback nella VR è stato più efficace che semplicemente mostrarlo su uno schermo.

 

Incertezze future

La realtà virtuale è una tecnologia relativamente nuova. Ci sono ancora molte domande a cui rispondere sulle applicazioni mediche.

In gran parte, nessuno sa come creare grandi esperienze VR per business o per i consumatori“, ha dichiarato l’analista di Gartner Brian Blau. “Nel tempo questi problemi verranno risolti. Ma nell’industria medica hanno l’ulteriore bonus aggiunto di avere ancora più tipi di comportamenti fisici che devono simulare o voler misurare.

Sook-Lei Liew invita a fare attenzione: “Pensiamo che la VR sia un mezzo promettente, ma ci stiamo muovendo con cautela. Molto del lavoro che stiamo cercando di fare è quello di testare le ipotesi perché c’è molta emozione per la VR, ma non c’è tanto di scientificamente conosciuto.

L’applicazione della realtà virtuale nel settore medico non è di certo nuova. Abbiamo visto diversi esempi del potenziale di questa tecnologia nell’uso medico. La stanno sperimentando nel trattamento delle fobie, dell’occhio pigro, la balbuzie, la riabilitazione fisica e in diversi altri casi.

C’è molto da capire, ma solo le ricerche ci forniranno le risposte necessarie. La realtà virtuale potrebbe davvero aiutarci a vivere meglio.

Credit Photo: Sook-Lei Liew

Danilo Bologna
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Danilo Bologna

Cultore della comunicazione digitale, co-founder di Immersive Tech e autore di Controcorrente.
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