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ImmotionAR: una realtà italiana per le esperienze immersive

Fa sempre piacere parlare di realtà italiane che si occupano di tecnologie immersive. Vi segnaliamo ImmotionAR, “una divisione di Beps Engineering, specializzata nella creazione di contenuti emozionali in realtà virtuale/aumentata“. Sono due i ragazzi appassionati di informatica che hanno dato vita a questo progetto: Gianni Rosa Gallina (Head of Division e Software Architect) e Antony Vitillo (PR e R&D Chief Developer). Il loro obiettivo è creare esperienze immersive uniche, in modo da stupire tutti coloro che desiderano viverle.

Il percorso dei ragazzi verso le tecnologie immersive è iniziato nel 2013, un periodo in cui però la realtà aumentata era ancora nella sua fase iniziale per poter realizzare la loro idea. Quindi hanno deciso di puntare sulla realtà virtuale che offriva maggiori possibilità, ma anche quest’ultima non era ancora all’altezza del loro progetto. Così Gianni ed Antony si sono procurati un Oculus Rift, una Leap Motion e dei sensori Microsoft Kinect per iniziare a sperimentare qualcosa di nuovo. Ed è con molto sacrificio e il supporto di Beps Engineering che nel 2014 è nata ImmotionAR. Da allora hanno sviluppato diversi prototipi e prodotti e ora hanno molta determinazione nel proseguire questo meraviglioso viaggio con le tecnologie immersive.

Le domande che si è posto il team di ImmotionAR sono le stesse che si pongono molti appassionati: “Non sarebbe meglio se potessimo vivere nel mondo virtuale esattamente come nel mondo reale? Se potessimo vederci in esso? Se potessimo vedere anche i nostri amici? Se lo potessimo manipolare così come facciamo nella realtà?“. La soluzione del team è ImmotionRoom, un sistema basato sulle recenti tecnologie di tracciamento di movimenti e di visione artificiale che consente l’utente di immergersi nei mondi virtuali attraverso il suo avatar. Allo stesso tempo il sistema cerca di riconoscere i movimenti dell’utente per poter garantire l’interazione col mondo virtuale. Ecco le funzionalità offerte da ImmotionRoom:

  • Cross-platform cross-devicepuò funzionare con Oculus, Gear VR e Google Cardboard
  • 2 modalità: una con sensori indossabili, l’altra con solo sensoristica esterna, dove l’utente non indossa nulla
  • Nessun senso di nausea (motion sickness)
  • Completamente senza fili se usato con i Gear VR o Google Cardboard
  • Avatar dell’utente
  • Multiplayercioè è possibile usarlo con più persone simultaneamente
Le applicazioni di questo sistema sono diverse: intrattenimento domestico, allenamento, tour virtuali, marketing, gaming, fiere con stand immersivi e così via. I prototipi sono stati realizzati con i sensori Microsoft Kinect e i visori Oculus DK2 e Samsung Gear VR. Al momento ImmotionRoom è alla sua seconda versione di prototipo. Ecco un video in cui possiamo vedere meglio di cosa si tratta:

 


Il lavoro di questi ragazzi è davvero interessante. La propriocezione, ovvero la capacità di percepire e riconoscere il proprio corpo nello spazio, è un problema molto sentito nell’ambito della realtà virtuale. Magari ImmotionRoom potrà essere una soluzione valida a questo problema, ma per raggiungere questo obiettivo, la squadra di ImmotionAR ha bisogno del nostro supporto. Possiamo aiutarli iscrivendoci alla loro newsletter per restare aggiornati sulla futura campagna di crowdfunding su Kickstarter. Intanto loro si impegneranno a rendere il sistema più funzionale, preciso e facilmente utilizzabile.

Non ci resta che fare loro un grosso in bocca a lupo per la realizzazione di questo intrigante progetto! Forniremo ulteriori aggiornamenti appena ci saranno novità.

Danilo Bologna
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Danilo Bologna

Cultore della comunicazione digitale, co-founder di Immersive Tech e autore di Controcorrente.
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