Tasselli di lettere sovrapposti e sfocatiVR General 

La realtà virtuale per trattare la balbuzie

Gareth Walkom, 24 anni, è uno studente di Medical Product Design presso la Nottingham Trent University affetto da balbuzie da quando aveva 6 anni. Conosce molto bene, quindi, l’impatto che questo disturbo linguistico può avere sulla vita di una persona.

Per questo ha deciso di creare un software per la realtà virtuale (VR) progettato per offrire supporto alle persone con balbuzie. Il software fornisce una terapia di esposizione che proietta il balbuziente in diversi scenari e lo sfida a confrontarsi con le ansie sociali.

Secondo Walkom, l’esposizione ripetuta a tali situazioni in un ambiente virtuale può preparare le persone con questo disturbo ad affrontare situazioni di vita reale che provocano ansia e quindi a superare le proprie paure.

Walkom ha spiegato a The Indipendent: “La situazione principale sarà una scena di interazione sociale uno-a-uno, dove l’individuo vedrà un avatar animato con cui parlerà. Mentre l’individuo parla con l’avatar, il suo sguardo viene misurato per avere una migliore comprensione di dove sta guardando mentre interagisce con l’avatar. Ci sarà anche una scena per ridurre i livelli di ansia e per calmarlo.

Il software, oltre a tracciare i movimenti degli occhi, fornisce dei feedback sui livelli di ansia, mostra i progressi e indica modi per migliorare.

Quando qualcuno balbetta, può anche involontariamente guardare lontano dalla persona con cui sta parlando e le sue palpebre possono chiudersi o tremolare. Quindi è importante usare il visore che traccia lo sguardo durante le interazioni sociali e se guarda il viso dell’altra persona, al fine di migliorare il suo sguardo.

I test svolti alla Nottingham Trent University su gruppi di auto-aiuto di balbuzienti hanno mostrato una riduzione dei livelli di ansia attraverso sessioni ripetute con il software. I partecipanti, inoltre, hanno dichiarato di aver ottenuto dei miglioramenti anche nel linguaggio.

Il linguaggio dei partecipanti sarà misurato usando la scala della Real-Time Analysis of Speech Fluency (RTASF) che fornisce una misura di diversi tipi di disfluenza che si verificano in un campione di discorso“, ha detto Walkom. “Ciò sarà raggiunto osservando il partecipante e codificando il suo discorso contando la fluidità e individuando comportamenti tipici della balbuzie. Il partecipante rifletterà su questo feedback e lo prenderà in considerazione per le sessioni future e anche in situazioni di vita reale.

Sul sito della BBC trovi un video dove Gareth Walkom spiega il suo progetto.

La realtà virtuale, ancora una volta, si dimostra uno strumento utile anche per il trattamento di disturbi. Ci vorranno altri studi e test per ideare una terapia efficace. Ma i risultati che ha ottenuto Walkom fanno ben sperare. Come fanno ben sperare i risultati delle prime sperimentazioni per il trattamento di vertigini e fobie con la VR.

La realtà virtuale va oltre l’intrattenimento.

Credit Photo: Flickr

Danilo Bologna
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Danilo Bologna

Cultore della comunicazione digitale, co-founder di Immersive Tech e autore di Controcorrente.
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