Tim Bartow prova il volo in realtà virtuale affiancato dalla madreVR General 

Spiccare il volo da una sedia a rotelle grazie alla VR

Tim Bartow, 29 anni, è costretto su una sedia a rotelle a causa della sindrome di Lesch-Nyhan. Questa malattia gli ha provocato una paralisi cerebrale e non gli permette di stare seduto o in piedi in modo indipendente.

Tim non è mai stato in grado di camminare in vita sua. Ma grazie alla realtà virtuale (VR) è riuscito a spiccare il volo. La società Blue Chalk Media gli ha procurato un visore per smartphone e ha registrato la prima esperienza di Tim con la VR.

La madre di Tim, Liz Bartow, ha dichiarato al Mail Online: “La tecnologia era davvero fantastica. Lo ha completamente catturato. È andato veramente tranquillo ed è rimasto sorpreso. Sono stata sopraffatta dalla gioia e ho avuto la pelle d’oca quando l’ho guardato farne esperienza per la prima volta. Mi è piaciuto guardare mentre spalancava la bocca e gli luccicavano gli occhi. Era come se per tutto il tempo che ha indossato il visore si fosse liberato dalle sue limitazioni fisiche.

Infatti è stato un momento di liberazione per Tim che ha affermato: “A volte la mia sedia a rotelle mi fa sentire abbastanza impotente e frustrato. Voglio essere in grado di muovermi in modo indipendente e voglio avere una ragazza, ma le persone non vogliono frequentare un ragazzo su una sedia. Voglio viaggiare nel mondo e questa sedia mi limita terribilmente. Sapevo cos’erano gli occhiali per la realtà virtuale, ma non sapevo come mi avrebbero fatto sentire. Ho immaginato che potevano essere forti, ma non sapevo quanto forti sarebbero stati.

“L’esperienza è stata incredibile. Era come se fossi lì.”

Tim punta in alto, spera che in futuro potrà vivere in modo più indipendente.

Ho sentito parlare di occhiali per la VR che ti fanno viaggiare in luoghi lontani. Vorrei davvero provarli.

Tim si riferisce a servizi come VRoom Service: video a 360° e realtà virtuale per permetterti di esplorare luoghi lontani da casa.

Ma come dicevo prima, Tim Bartow punta in alto. La realtà virtuale sarà solo un modo per prepararsi al meglio al vero obiettivo: viaggiare in giro per il mondo. E noi glielo auguriamo.

Quest’applicazione della realtà virtuale di certo non risolve tutti i problemi. Ma può essere di grande aiuto e supporto morale per le persone che non possono esprimersi come desidererebbero.

Foto: Blue Chalk Media/SWNS

Danilo Bologna
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Danilo Bologna

Cultore della comunicazione digitale, co-founder di Immersive Tech e autore di Controcorrente.
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