L'occhio verde di una donnaVR General 

La realtà virtuale per il trattamento dell’occhio pigro

D’ora in avanti il trattamento dell’occhio pigro potrebbe essere un po’ più divertente per i pazienti. Alla clinica UVEA (Slovacchia) i medici stanno sperimentando una nuova tecnica che prevede l’uso della realtà virtuale (VR).

L’occhio pigro, o ambliopia, di solito si verifica nei pazienti con ipermetropia quando il cervello smette di elaborare i dati provenienti dall’occhio colpito e si affida solo all’occhio sano. Si tratta di una patologia che si cura facilmente nei bambini, mentre negli adulti è più complicato.

Il trattamento tradizionale consiste in esercizi di coordinazione occhio-mano. Il trattamento in fase sperimentale nella clinica UVEA consiste invece in esercizi da fare a casa e altri da fare con l’Oculus Rift. Durante gli esercizi con la realtà virtuale, il paziente segue una terapia dicoptica. Cioè vede due immagini parzialmente diverse attraverso l’Oculus Rift: ogni occhio vede solo una parte dell’immagine intera.

Una sessione di terapia in VR di solito dura 40-60 minuti. Il paziente si esercita in VR con un gioco per PC. Il sistema spinge l’occhio pigro a funzionare in modo corretto poiché il paziente impara ad avvalersi di entrambi gli occhi contemporaneamente. Rispetto alla tradizionale terapia, c’è particolare attenzione alla visione binoculare.

I pazienti indossano il visore di VR che mostra due diverse immagini ad ogni occhio e cominciano a giocare al computer, guidando una nave spaziale o giocando a basket“, ha detto Anders Rustand Holm a Reuters, un medico della clinica. “Possiamo migliorare la vista costringendo l’occhio pigro a collaborare con l’occhio sano. Si devono usare entrambi gli occhi per giocare. Li si allena a collaborare.

I medici hanno trattato circa 300 pazienti con ambliopia dal 2015. Il miglioramento medio è stato di una linea della tabella oculistica in un mese.

Mi è stato detto che la mia condizione non è trattabile. Ho seguito questo trattamento per un mese e la mia vista è già migliorata di una linea della tabella oculistica“, ha dichiarato Patrik Turek, un lavoratore edile di 21 anni.

Il trattamento al momento non è economico, ma in futuro potrebbe diventare più accessibile. “Al momento, è abbastanza costoso – hai bisogno di un buon computer, con un buon paio di occhiali per la realtà virtuale. Ma è sicuramente qualcosa che sarà possibile in futuro, quando diventa più conveniente. La gente potrà comprarli e applicare questo trattamento a casa“, ha detto Holm.

Ormai la realtà virtuale sta trovando spazio in diversi settori della medicina. La balbuzie, le fobie, le vertigini, l’isolamento sociale sono solo alcuni dei possibili disturbi che potrebbero essere trattati con la realtà virtuale. In futuro è probabile che assisteremo a un miglioramento di queste tecniche e alla scoperta di nuovi usi della VR in medicina.

Danilo Bologna
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Danilo Bologna

Cultore della comunicazione digitale, co-founder di Immersive Tech e autore di Controcorrente.
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