Un uomo che indossa un visore di realtà virtuale.AR General VR General 

Tecnologie immersive: cosa aspettarsi nel 2018?

Stavolta non vedremo né statistiche né dati. Parlare sempre e solo di numeri non aiuta molto. Quindi andiamo dritti al punto. Cosa dobbiamo aspettarci in questo 2018 per quanto riguarda le tecnologie immersive?

La speranza degli appassionati e di chi lavora o vorrebbe lavorare con queste tecnologie è una maggiore accessibilità. Prezzi più bassi e magari un’esperienza immersiva migliore. Sarà possibile?

 

Visori standalone

L’ostacolo del prezzo dei visori è evidente. I primi visori disponibili sul mercato erano costosi a causa della potenza di calcolo e di batteria che richiedevano. Siamo soliti suddividerli in 2 tipi: quelli costosi che vanno collegati ad altrettanti computer costosi (come Oculus Rift e HTC Vive); e quelli più economici che funzionano attraverso gli smartphone (come Samsung Gear VR e Google Daydream).

Quest’anno qualcosa potrebbe cambiare. Potremmo assistere a una tendenza in particolare: calo dei prezzi e sviluppo sempre più esclusivo di visori VR standalone, che non necessitano di collegamenti al computer. Oculus, ad esempio, sta pensando di lanciare 2 visori di questo genere.

Il primo si chiama Santa Cruz, dotato di rilevamento di posizione indipendente. Non sono state fornite informazioni sul prezzo e sulla data di lancio. Ma è chiaro che Oculus sta progettando qualcosa di nuovo che possa interessare un numero più ampio di consumatori.

L’altro visore standalone si chiama Oculus Go. Le capacità di tracciamento della posizione sono inferiori rispetto al Santa Cruz. Però il prezzo parte da 199 dollari e probabilmente sarà disponibile sul mercato tra non molto.

Anche HTC sta progettando una soluzione simile. Si chiama Vive Focus: i pre-ordini sono partiti alla fine del 2017 e le spedizioni partiranno a gennaio 2018. Il prezzo varia tra i 4.299 e i 3.2999 yuan (tra i 500 e i 550 euro), dipende dal colore che si sceglie: bianco o blu. Solo che HTC, al momento, ha intenzione di venderlo solo in Cina.

 

Magic Leap One (finalmente)

Dopo tanta segretezza e tante aspettative, Magic Leap è tornata a farsi sentire con l’annuncio del suo visore, Magic Leap One. Non sappiamo precisamente quando il nuovo visore di realtà aumentata/mista sarà disponibile, ma sul sito riferiscono che le spedizioni partiranno nel 2018.

Quello che sappiamo è che questa prima versione è dedicata agli sviluppatori e che ha uno stile steampunk. Il prezzo è un altro mistero, come del resto lo è stato il progetto sin dalla sua origine (2011). Ci eravamo chiesti che fine avesse fatto Magic Leap, ed ora finalmente abbiamo ottenuto qualche altro briciolo di informazione.

Attenzione, però. Come riportano sul sito, il progetto è in continua evoluzione e le immagini del prodotto potrebbero non corrispondere completamente al prodotto che verrà messo sul mercato. Insomma, Magic Leap non ce la fa proprio a soddisfare del tutto il bisogno informativo dei potenziali consumatori.

 

Un 2018 di sorprese?

Magari sì, ma si spera di sorprese positive. Se ne sono dette di cotte e di crude sul mondo delle tecnologie immersive. Del tipo: “La VR non decollerà mai”, “La VR tra un paio d’anni sarà a portata di tutti”, “L’AR è destinata a fallire”, “L’AR cambierà ogni aspetto delle nostre vite”.

Intanto siamo ancora qui a parlarne, a cercare di capire come si evolveranno queste tecnologie. Perché nel corso degli ultimi anni ne abbiamo visti di cambiamenti, traguardi e fallimenti. Bisogna cercare di andare un po’ oltre rispetto ai titoli ad effetto come “Il 2018 sarà l’anno della VR/AR”.

Vediamo cosa succede nei prossimi mesi. Oculus e HTC già hanno presentato le loro novità, Magic Leap sta cacciando la testa fuori dal sacco e sta smuovendo le acque del mondo della realtà aumentata e mista.

Qualcosa sta già succedendo, dobbiamo solo vedere come andrà a finire e se la “grande promessa” di prezzi più bassi, visori standalone più potenti e di esperienze immersive degne di nota verrà mantenuta.

Buon 2018.

Credit Photo: Flickr

Danilo Bologna
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Danilo Bologna

Cultore della comunicazione digitale, co-founder di Immersive Tech e autore di Controcorrente.
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